Qualificazione in Champions League: cosa cambia per il Milan
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Con la qualificazione in Champions League arriverebbero tanti soldi, una pioggia di milioni di euro che salverebbero capra e cavoli. E permetterebbero al Milan di poter pianificare con più tranquillità. È sempre lei a comandare, sua maestà la Champions League: tanti soldi, che potrebbero sistemare diverse situazioni dalle parti di via Aldo Rossi. Lì dove l’ultima comparsata nell’Europa che conta è un ricordo appannato, talmente lontano dall’apparire quasi dimenticato: era il 2014.

Qualificazione in Champions League, una necessità per il Milan

Stefano Pioli sa benissimo che la qualificazione in Champions League sarà fondamentale per il Milan per diversi motivi. Anche per lui, personalmente, vorrebbe dire una riconferma senza se e senza ma, alla luce anche dell’ottimo 2020 della sua squadra e di una cavalcata che, sebbene zoppicante negli ultimi periodi, tutto si può dire fuorché che non sia stata convincente. Soprattutto se consideriamo da dove era partito, con l’eredità di Giampaolo che aveva lasciato una squadra a pezzi e senza un’idea di gioco.

La forza della società nei rinnovi di contratto

Ma la qualificazione in Champions League servirà anche e soprattutto alla società. Che si trova, in questo momento, a fronteggiare situazioni assai complesse e spinose: il riferimento è chiaramente verso quei rinnovi contrattuali che tardano ad arrivare. Che siano tutti stati posticipati nell’attesa di avere la qualificazione alla Champions League sicura è più una speculazione giornalistica che una vera e propria motivazione, dal momento che nessuno dei dirigenti sportivi si è mai speso a parole verso questa direzione. Sta di fatto, però, che il mancato annuncio del rinnovo del contratto di Gigio Donnarumma sembra proprio propendere verso questa direzione: le parti sono ancora distanti (dieci milioni di euro la richiesta di Raiola, otto milioni la proposta di Maldini e Massara) ma è chiaro che con lo scenario della Champions League da giocare tutto potrebbe cambiare. Discorso simile anche per Hakan Calhanoglu: la differenza tra domanda (cinque milioni) e offerta (quattro) non sembra una forbice incolmabile, la spinta dell’ingresso nell’Europa che conta potrebbe davvero fare da apripista al rinnovo del contratto. Apripista che è da intendersi anche il rinnovo del contratto di Ibrahimovic, il quale non ha atteso la qualificazione in Champions per mettere la firma sull’intesa di una stagione a 6,5 milioni di euro all’anno.

La campagna acquisti

E poi ci sono gli acquisti: perché se ti qualifichi per la Champions League, l’asticella inesorabilmente si alza e sei costretto, di fatto, a migliorare una rosa già comunque competitiva. I nomi di Vlahovic e Belotti su tutti, ma non solo. Perché in Champions servono soprattutto giocatori di esperienza, altrimenti il rischio figuraccia (quello che Elliott vuole assolutamente evitare) è dietro l’angolo.

Il calendario alla portata

Stefano Pioli, qualche giorno fa, ha puntato l’obiettivo: servono 75 punti per entrare in Champions League. Il Milan, ad oggi, ne ha 60 e sarà dunque costretto a trovarne almeno altri 15 (sempre che bastino…) nelle prossime nove giornate di campionato; impresa fattibilissima, anche perché i rossoneri dovranno affrontare, nell’ordine, Parma, Genoa, Sassuolo, Lazio, Benevento, Juventus, Torino, Cagliari e Atalanta. Ci sono 27 punti a disposizione, con almeno sei partite alla portata; sperando che la banda di Pioli non debba giocarsi tutto all’ultima di campionato in un ipotetico derby contro l’Atalanta (sarebbe l’errore più grosso che il Diavolo possa commettere) a conti fatti basterà non fallire le gare nelle quali il Milan ha i favori del pronostico. A partire già dal match di sabato contro il Parma al Tardini, una sfida che meglio potrà far capire qual è lo stato di salute, fisico e mentale, della giovane banda di Stefano Pioli.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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