Milan senza Ibrahimovic: le statistiche
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Un’altra partita per il Milan senza Ibrahimovic, un’altra sfida per gridare al mondo intero che questo Milan non è Ibra-dipendente. O che, forse, punta a non esserlo, cercando di mascherare l’assenza dell’unico vero giocatore carismatico in rosa. 

Milan senza Ibrahimovic, lo svedese ha segnato il 25% delle reti rossonere finora

Perché i numeri, è giusto dirlo, parlano chiaro. Con 60 gol segnati in 32 partite, il Milan è il quinto attacco del campionato. Di questi gol 15, ovvero il 25% del totale, sono stati siglati proprio da lui Zlatan Ibrahimovic, non a caso capocannoniere della squadra. Non a caso, lo svedese è il secondo giocatore in Serie A e il quarto in Europa per tiri a partita, circa 4.3 di media a gara, e il primo insieme a Ronaldo e Chiesa per tiri da dentro l’area di rigore, ben 2.7 a partita. Dire che il Milan è totalmente dipendente dallo svedese sarebbe sbagliato, ma è indiscutibile come la presenza in campo del numero 11 sposti gli equilibri; il problema è che quest’anno ha giocato solo 24 partite in stagione, causa infortuni vari e covid. Ma nonostante questo il Milan è sempre rimasto attaccato all’Inter, se non anche davanti ai cugini nerazzurri. 

Tiri nello specchi, dribbling e quant’altro, la fase offensiva del Milan convince

E questo perché il Diavolo è anche la quarta squadra per tiri a partita, ben 14.6 di media a gara, e la quinta per tiri nello specchio nell’arco dei 90 minuti, ben 5.4. Dati ai quali si aggiungono quelli dei dribbling a partita (10.7, quarta squadra in questa speciale classifica): numeri che certificano una fase offensiva molto attiva, mobile e difficilmente inquadrabile, ma che dall’altra parte dimostrano anche come l’assenza dello svedese, se non del tutto, per gran parte rischia di pregiudicare un’attività offensiva così imponente.

Milan senza Ibrahimovic, l’alternativa Leao non convince

Dunque, cosa fare? Poco, purtroppo. Le scelte di Pioli sono pressoché obbligate anche se il tecnico potrebbe anche sorprendere: finora l’alternativa principale ad Ibrahimovic è stata Leao, ma il portoghese non ha mai convinto appieno: per lui finora 35 presenze condite da sette gol e cinque assist, ma la sua ultima rete è quella del 10 aprile contro il Parma, quando subentrò nel finale. Per trovare invece una sua marcatura in un match dove partì titolare, bisogna tornare indietro addirittura al 9 gennaio: Milan-Torino 2-0. 

Rebic non segna da centravanti, Mandzukic aspetta il suo momento

Anche la soluzione Rebic prima punta non ha mai convinto appieno: il croato ha giocato in quel ruolo in dieci occasioni, con un eloquente zero alla voce reti segnate. L’ultima, intrigante, carta che Pioli potrebbe giocarsi ha un nome ed un cognome ben preciso: Mario Mandzukic. L’avventura rossonera del gigante croato, finora, è stata deludente: sette spezzoni di gara giocati, per un totale di 202’. Zero gol, zero assist, ancor meno ricordi nella mente di tifosi e società di giocate importanti. Nelle ultime due sfide contro Genoa e Sassuolo ha giocato in totale 44 minuti, segno che forse la sua forma fisica potrebbe essere finalmente buona. Chissà che Pioli non decida di fare un’opportunità a chi, in carriera, finora ha realizzato 197 gol con le maglie di club. L’unica cosa certa, per ora, è che senza Ibrahimovic il Milan è certo di perdere almeno una volta su tre, come accaduto finora (tre sconfitte su nove match totali senza lo svedese).

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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