Milan: Ibrahimovic e lo spauracchio Benevento
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Aggrappati ad un campione di 40 anni, per rincorrere la Champions League ed allontanare lo spauracchio Benevento. Il Milan ha paura di gettare al vento un anno e mezzo di risultati incredibili, di vera e propria nascita sportiva dopo le sabbie mobili della gestione Giampaolo e le delusioni di quella Gattuso. Per rialzare la testa, dopo un periodo pessimo dal punto di vista dei risultati, Pioli decide di puntare tutto su lui, Zlatan Ibrahimovic. Che non avrà forse più lo smalto degli anni passati, riprova ne sia il fatto che ha giocato la metà delle gare in calendario, ma rimane pur sempre il giocatore più rappresentativo della rosa e, probabilmente, anche il più dotato tecnicamente. 

Milan, Ibrahimovic per rincorrere la Champions

E dunque ancora lui, Ibrahmovic. Dalla Champions con il Milan, a distanza di nove anni, alla voglia di essere protagonista, sempre e comunque. C’è chi lo rende tale anche fuori dal campo: perché la Uefa apre l’indagine sulla sua gestione di quote in una società di scommesse, la Figc lo multa per la lite con Lukaku e gli animalisti insorgono al grido di “brutto cattivo di un ricco arrogante, che uccide i leoni”. Tra tutto questo s’insinua lui, Zlatan da Malmoe, che ieri è tornato a lavorare regolarmente con i compagni a Milanello ed è pronto al rientro in campo dopodomani a San Siro per la sfida contro il Benevento. La punta svedese ha saltato le ultime tre partite di campionato (Genoa, Sassuolo e Lazio), ma ora il Milan si aggrappa alle sue giocate per alimentare la corsa Champions.

Il Benevento fa paura

Il suo rientro sarà fondamentale, anche perché l’avversario fa paura. Il Benevento, dopo una prima parte di stagione eccellente, è finito nuovamente nel vortice della lotta per non retrocedere. E quindi ha bisogno di punti salvezza per evitare, proprio come il Milan, di gettare alle ortiche quanto di buono fatto nei mesi passati. Pippo Inzaghi, dunque, difficilmente lascerà libero sfogo alla sua ex squadra, alla luce anche del fatto che fino a questo momento il Benevento a San Siro… non ha mai perso. Nell’unico precedente tra le due formazioni, infatti, il successo arrise proprio alla formazione beneventana: era il 21 aprile 2018, ed un Milan ancora in piena corsa per un posto in Champions League, seppure attardato, finì per soccombere a casa del gol di Iemmello che mise fine ai sogni di gloria dei rossoneri di Gattuso.

Da Gattuso a Pioli, rincorrendo la Champions League

I tempi sono cambiati. Iemmello ora gioca nel Frosinone, Gattuso allena il Napoli ma il Milan, imperterrito, rincorre ancora la sua qualificazione alla Champions League, che ormai è un lontano ricordo visto che l’ultima apparizione risale addirittura al 2014. Pioli spera che il rientro di Ibrahimovic, oltre a ridare smalto ad una squadra apparsa stanca fisicamente e mentalmente, possa offrire anche un maggiore apporto in fase offensiva. E’ emblematico notare come il 25% dei gol dei rossoneri siano stati siglati proprio dallo svedese, che però in stagione ha giocato metà delle gare a disposizione. A confermare che lì davanti, se non la butta dentro lui, c’è ben poco da fare.

Ma la sfida per Ibrahimovic sarà anche doppia. Da una parte c’è la voglia di confermare la sua importanza all’interno dello scacchiere tattico di Pioli. E riconfermare che la scelta della società di rinnovargli il contratto è giusta. Dall’altra c’è anche la voglia di bucare la rete del Benevento. Formazione che finora non è mai stata una vittima del gigante svedese. Semplicemente perché mai affrontata. Nel match d’andata, vinto 2-0 dai rossoneri, a segno andarono Kessie e Leao, con Ibrahimovic costretto ai box. Ora, per lo svedese, la concreta possibilità di poter aggiungere una nuova vittima al suo personale pallottoliere. Perché i dati parlano chiaro: finora, in Serie A, Ibrahimovic è riuscito a segnare almeno un gol a 31 squadre; solo Treviso, Bari, Spezia e Spa sono rimaste indenni dalla dura legge di Zlatan. Il Benevento sarà una nuova vittima o riuscirà a non soccombere sotto i colpi del gigante svedese?

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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