Pagliuca, campione negli anni ’90: cosa ne pensa di Conte e del futuro dell’Inter
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Dall’esperienza esaltante in blucerchiato da fine anni Ottanta fino alla seconda parte degli anni Novanta, con cinque stagioni in cui ha vestito la maglia nerazzurra. Gianluca Pagliuca è sempre stato uno degli idoli delle tifoserie delle squadre con cui ha giocato e un uomo genuino, che ha sempre detto ciò che pensava.

È uno dei portieri con più presenze nella massima serie e, nel corso di una recente intervista rilasciata al blog del portale di scommesse calcio Betway, ha parlato in modo approfondito della situazione relativa alle sue squadre, svelando anche qualche aneddoto legato alla sua carriera e molto altro ancora.

Nella chiacchierata con il blog sportivo L’insider, Gianluca Pagliuca ha parlato prima di tutto dell’Inter, la squadra con cui ha vinto solamente un trofeo, ovvero la Coppa Uefa nel 1998, ma che gli è rimasta chiaramente nel cuore. Simpatizzando ancora per i colori nerazzurri, Pagliuca ha risposto ad alcune domande in merito all’andamento attuale dell’Inter, mettendo in evidenza come Conte deve restare e la società ha tutte le possibilità per fare degli aggiustamenti mirati sul mercato che offrano la possibilità di provare a vincere anche in ambito europeo. Una di queste, potrebbe essere senz’altro l’individuazione di un giocatore in grado di garantire un po’ di riposo a Lukaku, un vice-centravanti insomma.

Non solo, dal momento che Pagliuca si è soffermato anche sulla situazione in porta. Se Handanovic è sicuramente uno dei perni della squadra nerazzurra, è vero che il tempo passa per tutti e, nel corso della stagione che si è appena conclusa, il portiere sloveno ha dimostrato qualche incertezza di troppo. Di conseguenza, l’Inter non dovrebbe farsi trovare impreparata, ma provare già a mettere a segno il colpo per il suo sostituto, a maggior ragione se l’obiettivo è quello di fare bene anche in Europa.

La scelta di Donnarumma

Parlando con Gianluca Pagliuca, è impossibile rimanere per troppo tempo al di fuori dell’argomento portieri. Di conseguenza, dopo essersi focalizzato su Handanovic, l’ex numero uno di Sampdoria, Inter e Bologna, ha parlato anche del portierone dei cugini rossoneri, ovvero Gianluigi Donnaruma, in scadenza di contratto con il Milan e ancora indeciso sul suo futuro.

Ebbene, dall’alto della sua esperienza, Pagliuca ha dispensato qualche consiglio anche il portiere della nazionale. Così come ha parlato anche di Gigi Buffon che, a 43 anni suonati, non se la sente proprio di appendere gli scarpini al chiodo. Pagliuca, però, ha un suggerimento per Buffon. Ovvero quello di non abbassare mai la guardia e di pensare anche al ritiro. Dato che al primo errore il rischio è quello di essere subissati di critiche.

Pagliuca e la Nazionale

L’ex portiere bolognese ha ovviamente toccato anche l’argomento Nazionale. Soprattutto in vista di uno degli eventi più attesi a livello continentale, ovvero gli Europei 2020. Che verranno disputati solamente a giugno, dopo il rinvio dello scorso anno per colpa dell’emergenza pandemica. 

Le parole di Pagliuca rappresentano una vera e propria iniezione di positività. Soprattutto per via del fatto che, a scanso di equivoci, ritiene che gli azzurri siano una delle favorite. E candidate a vincere il titolo europeo, in compagnia della Francia. Secondo l’ex portiere dell’Inter, la Germania non sarebbe tra le squadre in grado di lottare per la vittoria finale, con un percorso in “caduta libera”.

Non solo, visto che Pagliuca ha voluto anche inviare un “consiglio” a Roberto Mancini. Sottolineando come insieme a Donnarumma convocherebbe Meret e Cragno, evitando di puntare su Sirigu. Per ora i pre-convocati sono quattro, ma a breve il tecnico degli azzurri dovrà arrivare a una scelta finale ed “eliminarne” uno.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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