Stop forzato per Pietro Peccenini a Le Castellet nella Le Mans Cup
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Dopo l’ottimo passo mostrato nelle libere e l’efficace lavoro del team sulla Duqueine-Nissan LMP3, Pietro Peccenini, portacolori della scuderia lombarda TS Corse è costretto al ritiro in gara. Testa già rivolta al round di casa in luglio a Monza: “La guardiamo da lontano ma con fiducia, dobbiamo concretizzare”

Pietro Peccenini: una carambola in partenza ha stravolto il secondo round della Le Mans Cup

Una carambola in partenza ha stravolto il secondo round della Le Mans Cup di Pietro Peccenini a Le Castellet. Dopo gli ottimi riscontri nei test e nelle libere al volante della Duqueine D08 Nissan LMP3, in equipaggio con il driver irlandese Cian Carey, e una qualifica a ridosso della top-10 sulle 26 biposto presenti, l’alfiere del team lombardo TS Corse in gara è stato costretto allo stop alla prima curva a causa di un contatto con successiva doppia carambola poco dopo la partenza. L’uscita di pista e i danni al prototipo numero 73 hanno forzato al ritiro la scuderia diretta da Stefano Turchetto, impeccabile nel lavoro di messa a punto.

Lo stop forzato non frena la squadra, la testa è già a Monza

A conferma dell’ottimo lavoro svolto nelle libere, Pietro Peccenini aveva qualificato la Duqueine in sesta fila pur prendendo una bandiera rossa nel giro più veloce. I presupposti per una bella battaglia in gara c’erano, come nel round inaugurale di Barcellona dello scorso aprile. Purtroppo, incolpevole, Peccenini ha dovuto ritirarsi subito. Lo stop anticipato non frena la squadra, già concentrata sul prossimo appuntamento nella tappa casalinga della serie europea dell’Automobile Club de l’Ouest, in calendario il 10 luglio sul circuito di Monza.

Pietro Peccenini: “In 200 gare mai successo. Guardiamo Monza con fiducia”

“Peccato davvero perché ero partito bene, determinato e allo stesso tempo prudente”, le prime parole di Pietro Peccenini. “Purtroppo – aggiunge – mi hanno dato la prima ruotata già in staccata in curva 1, in uscita idem. A quel punto ero fuori pista, ma è arrivato un altro contatto, al posteriore. Mi sono girato e poco dopo una delle ultime macchine mi ha speronato quando ero ancora fuori pista distruggendo il retrotreno del nostro prototipo.

In 200 gare non mi era mai capitato di finire la gara alla prima curva. La prendiamo come esperienza, anche se brucia perché continuiamo a parlare di potenziale, che certamente abbiamo. Ma dobbiamo cercare di concretizzarlo. Siamo andati molto bene nelle libere, siamo stati un po’ sfortunati in qualifica prendendo bandiera rossa nel giro migliore. Ora il primo obiettivo diventa qualificarci più avanti. La prossima gara è Monza, round di casa, dobbiamo guardarla da lontano ma con fiducia. La squadra è forte e nonostante quello che è successo a Le Castellet nessuno ha perso il sorriso. Cian è un professionista al volante e un signore al box: la sua reazione dopo il crash è stata un esempio di stile”.

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