Hockey inline: Serie C, dove l’antisportività è di casa (Wind of USA che ne pensate?)
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Quanto accaduto nel campionato di hockey inline di Serie C è scandaloso. Perché da una parte c’è l’agone agonistico, lecito e sicuramente dovuto perché si parla pur sempre di sport. Dall’altro la linea di demarcazione tra l’essere incoscienti e irresponsabili. Linea sottile, che spesso viene travalicata senza pensare a quello che può portare. Ma andiamo con ordine.

Campionato di hockey inline di Serie C, l’accaduto

Siamo nel Girone di serie C dove, al suo interno, ci sono sei squadre. Il Milano Quanta, il Novi, il Castellana, il Time 4.2, il Wind of USA e il Torre Pellice. La Federazione decide che in Serie A e in Serie B si gioca solo con atleti tamponati, cosa giustissima e per la quale si era battuta in prima linea la stessa Milano Quanta nel corso dei mesi. Ma nelle categorie Giovanili e in Serie C si può giocare senza tamponi. Perché? Vero che i giovani il virus ha attecchito meno, ma è altrettanto vero che in Serie C è facile trovare anche adulti. Ma la Fisr, quest’anno, a stranezze era imbattibile. 

L’accordo tra gentiluomini non mantenuto dal Wind of USA

Le sei squadre del girone, tra di loro, stipulano un accordo verbale a cui il Wind of USA non aderisce. Le altre cinque squadre si offrono di pagare i tamponi per la Wind of USA ma questa risponde che non è una questione di soldi. È solo un ordine prettamente pratico: se positivi  i ragazzi della squadra sarebbero costretti a casa due settimane. Una risposta che non regge, di fronte ai milioni di morti che ci sono stati finora. Il risultato è che gli altri decidono che con questa squadra non si gioca

Il Wind of USA non gioca e… vince 

La prima partita di campionato, Novi-Wind of USA non viene giocata come da accordo. Ma anziché etichettare la partita con un classico «rifiuto di giocare» la stessa viene classificata come «rinviata» Nessuno, al momento, ci fa caso o sospetta qualcosa. Il campionato procede e Castellana e Torre Pellice decidono di giocare ugualmente contro Wind of USA. Time 4.2, Milano Quanta e Novi, invece, sembrano rimanere sulla loro decisione iniziale. La partita Wind of USA -Novi del 18 aprile non viene giocata e stavolta viene derubricata con un 5-0 a tavolino per Wind of Usa e tre punti di penalità per il Novi.

Fine campionato di hockey inline, inizio delle assurdità

Il 30 maggio è in programma Wind of USA-Milano Quanta; il club milanese, di concerto con quanto deciso a priori, si  rifiuta di scendere in campo e perde a tavolino con tre punti di penalità. Il Wind of USA è primo classificato, Milano Quanta e Novi a pari merito subito dietro con i milanesi in vantaggio per differenza reti. Ma passano due squadre per le finali, quindi come fare? Ecco che inizia la situazione grottesca. 

Il recupero di Novi-Wind of USA

Improvvisamente, la sera del 30 maggio, dopo che il Quanta non era sceso in campo, compare sul sito Fisr la programmazione per il recupero della partita Novi-Wind of USA (prima di campionato) che era stata rinviata. Quindi il 30 maggio il Wind of Usa non ha fatto i tamponi così che il Milano Quanta non giocasse, ma due giorni dopo scende in campo contro Novi da squadra tamponata. Perché? In questo modo decide Wind of USA chi può partecipare con loro alle finali. E non avere di mezzo il Milano Quanta fa gola. Ora, le domande sono: come mai la partita è stata rinviata e non persa a tavolino come le altre non giocate? Per tenersi un jolly alla fine del campionato? Come mai Wind of USA non ha mai fatto tamponi e decide improvvisamente di farli l’1 giugno? 

Wind of USA, antisportivi o cosa?

A voler pensar male, di norma, si fa peccato. Ma ci hanno insegnato che spesso ci si azzecca. Chi scrive non era presente al campo e non ha avuto modo di interloquire con Wind of USA (a disposizione se vogliono esporre la loro versione dei fatti). Ma, stante il racconto di chi era presente, l’antisportività di una scelta del genere appare palese ed evidente. Non vogliamo parlare di cattiva fede, ma è chiaro che qualcosa non torna. Ben inteso: Nessuno ha contravvenuto a regole scritte, perché l’obbligo dei tamponi non c’era. Se Wind of USA non avesse fatto nessun tampone (e li avesse poi fatti per le finali perché lì sono obbligatori) nessuno avrebbe avuto da ridire. Ma così è stata una mossa palese per far passare un’altra squadra.  O almeno, a me pare ciò: mi sbaglio? Chissà, sarebbe bello avere una presa di posizione dalla stravagante Fisr. Arriverà mai?

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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