Matteo Rizzo: “Sogni? Milano-Cortina 2026 e lavorare nelle corse automobilistiche”
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Matteo Rizzo è il pattinatore artistico su ghiaccio sul quale punta tutta l’Italia. Lui che, a 23 anni ancora da compiere, è stato già capace di vincere un bronzo agli europei di figura del 2019 e l’oro alle Universiadi dello stesso anno. E che sogna in grande, con il Gruppo sportivo Fiamme Azzurre, per il suo prossimo futuro. Qui l’intervista realizzata per Milano Vibra.

Matteo Rizzo, la pandemia ha riscritto le regole della nostra vita. Come ha cambiata la sua professione?

Il periodo più difficile è stato il lockdown del 2020 e i mesi successivi, una situazione molto delicata. E anche per noi riprendere le attività non è stato semplice. Ma siamo riusciti andare avanti. Questa stagione è stata molto complicata per le cancellazioni delle competizioni, causa covid, tutto era estremamente difficile da programmare”.

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MINSK, BELARUS – JANUARY 26: Matteo Rizzo of Italy reacts in the Men’s Free Skating during day four of the ISU European Figure Skating Championships at Minsk Arena on January 26, 2019 in Minsk, Belarus. (Photo by Joosep Martinson – International Skating Union (ISU)/ISU via Getty Images)

Partiamo dalla fine: ha dovuto saltare il World Team Trophy 2021

“Purtroppo ho contratto il covid dopo la prima dose di vaccino, il giorno prima di partire per la gara. Peccato, era una gara molto importante e bella, si gareggia a squadre, una situazione particolare per il nostro sport che è individuale. E ritornare a fare un viaggio intercontinentale, dopo un anno, sarebbe stato importante. Oggi però sto bene, tutto è passato”. 

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SOFIA, BULGARIA – MARCH 10: Matteo Rizzo of Italy competes in the Junior Men’s Free Skating during the World Junior Figure Skating Championships at Arena Armeec on March 10, 2018 in Sofia, Bulgaria. (Photo by Joosep Martinson – ISU/ISU via Getty Images)

Lei viveva a Sesto San Giovanni, ma da poco ha lasciato la Lombardia…

“Da qualche mese sono in Alto Adige per motivi di allenamento, ma torno a Sesto San Giovanni ogni weekend. Ho spostato anche la mia base di allenamento, che ora è in provincia di Bolzano ad Egna”.

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Le manca Milano?

“Essendo cresciuto a Sesto, avere Milano lì a due passi significava un giorno sì e l’altro pure andare in giro con gli amici. Quello che mi affascina è la sua varietà. Ci sono talmente tante zone così differenti che è sempre uno spettacolo scoprire qualcosa di nuovo. E il bello è che non ti puoi mai sentire fuori luogo”.

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Da che cosa non può prescindere la Milano del futuro?

“Negli ultimi anni ho iniziato a conoscere anche l’aspetto più politico e culturale, oltre che sportivo, della città. Che vuole ampliare le sue vedute verso l’estero, ospitando sempre più competizioni. E questa è una gran cosa. Come nel 2018, quando al Mondiale di pattinaggio al Forum di Assago abbiamo registrato 9000 persone, numeri importanti per il pattinaggio”.

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E Milano-Cortina 2026?

“Inutile che lo neghiamo, ci stiamo già pensando. Anche perché sono Olimpiadi in casa, un qualcosa di speciale. E quello che mi aspetto da Milano è quello che sta già facendo, essere aperta agli eventi sportivi internazionali sotto ogni punto di vista. LE Olimpiadi portano grande cultura sportiva, anche per gli sport minori come il mio. E poi ci sono cose che rimarranno alla città, come il Palazzetto del Ghiaccio nel quartiere Santa Giulia. E questo è fondamentale”.

Di lei si parla un gran bene, riesce a gestire le sempre crescenti aspettative?

“La pressione è fondamentale sentirla, ti fa capire il livello in cui sei e che puoi arrivare. Sicuro l’avremo anche per le Olimpiadi in casa, c’è mia nonna che dice che mi verrà a vedere anche se io cerco di farle capire che mancano ancora cinque anni (ride, ndR). La pressione ti fa capire cosa stai facendo e dove vuoi arrivare”. 

E gli studi, caro Matteo Rizzo?

“All’università di Trento c’è un programma per sportivi denominato Top Sport. E’ stato pensato apposta per atleti di alto livello, per chi non ha giorni per dedicarsi allo studio. Io di mio voglio concludere e affiancare la carriera universitaria a quella sportivo. Il sogno nel cassetto è lavorare nelle corse automobilistiche come ingegnere di pista, sto studiando”.

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Che rapporto ha con la musica?

“La musica è importantissima, passiamo mesi interi a costruire nuovi programmi proprio sulle note. Avere feeling è fondamentale, ma prima di scegliere la musica si ascoltano almeno 500 canzoni diverse”.

Alla prima Olimpiade Matteo Rizzo è arrivato 21esimo. Agli ultimi mondiali settimo. Obiettivo per Pyeongchang 2022?

“Al mondiale di Stoccolma abbiamo portato a casa due carte olimpiche nei maschi, il che mancava da 12 anni. Sarà un anno molto complicato, l’obiettivo sarà arrivare all’olimpiade ed essere al massimo della forma. E poi proveremo a lottare per la top 10. Sono scaramantico”.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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