Giorgia Bordignon: “Mi sento sempre a casa in palestra”
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Giorgia Bordignon in palestra si sente davvero a casa. Un mese dopo la prima storica medaglia d’argento conquistata da un’italiana nel sollevamento pesi, la trentaquattrenne di Gallarate non ha smesso di allenarsi, neanche in vacanza. E non stupisce quindi il fatto di trovarla protagonista nella nuova Gold’s Gym di Milano. “Se mi chiedi in questo momento di fare una gara ti rispondo che è meglio andare a berci uno spritz, ma in generale non riesco a starci lontana. Nonostante le ferie, io la mattina mi alleno e il pomeriggio vado al mare. Io sono cresciuta in palestra, mi basta un letto qui e sono a posto”.

L’intervista a Giorgia Bordignon

“Come è nata questa passione? Per caso. Non riuscivo a portare avanti scuola e conservatorio. Mia mamma allora mi ha spinto ad andare in palestra e nella prima in cui sono andata in un angolino c’era una pedana con dei ragazzi che si allenavano e da lì è cominciato la mia strada”.

Olimpiadi

“A Tokyo è stata una gara molto particolare. La preparazione non è stata il massimo. Sono rientrata dal Covid-19 a metà marzo e faticavo a recuperare lo stato di forma. Piangevo e non mi sentivo pronta. Fortunatamente lo psicologo che ci segue è riuscito a farmi capire che dovevo godermi quello che stavo facendo. In gara non ho voluto sapere niente, dei pesi, delle avversarie. Sono scesa dall’ultima prova di slancio e gioivo perchè mi sentivo bene. Poi mi hanno detto che forse era argento e ho chiesto se mi stavano prendendo in giro. Ci ho messo tre giorni a capire che la medaglia era mia”.

Covid-19

“Tokyo ce la siamo goduta a metà. Non si poteva uscire e non si poteva avere neanche vicino la propria squadra. Per la mia gara non c’era nessuno, facevano il tifo per me gli ecuadoregni che erano rimasti al palazzo, anche perchè siamo tutti una grande famiglia. Però è stata un’edizione strana dei Giochi, è mancato il contatto”.

Futuro

“Domani torno in ferie e poi ci si pensa. Non ho ancora deciso che cosa farò. Da una parte c’è un atleta che spinge ma dall’altra c’è una donna che tira. Vedremo da che parte pende la bilancia“.

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