Le pagelle di Porto-Milan
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Le pagelle di Porto-Milan, gara valida per la terza giornata del girone B di Champions League 2021/2022 oggi, martedì 19 ottobre 2021, nella città di Oporto, in Portogallo.

Le pagelle di Porto-Milan, i voti dei rossoneri 

Le pagelle di Porto-Milan, i voti dei rossoneri

  • TATARUSANU 6. Si prende qualche rischio di troppo con la palla tra i piedi. In generale non viene mai chiamato in causa
  • CALABRIA 6,5. Soffre, come tutto il reparto difensivo, ma porta a casa un’altra buona prestazione di sostanza.
  • KJAER 7. S’immola sugli errori del compagno di reparto Tomori, copre tutto quello che può. Tiene a galla la difesa rossonera nel momento di apice offensivo del Porto.
  • TOMORI 5. In netta difficoltà in avvio di gara, con tanto di ammonizione sul groppone ed errori davvero clamorosi. La brutta e sbiadita copia del giocatore che, in sei mesi, aveva sbalordito tutti.
  • BALLO-TOURE 5. Non lo si vede mai in fase offensiva, dove Leao è spesso lasciato solo. Inizia bene nella ripresa ma in difesa commette errori troppo gravi per la Champions League.
  • TONALI 5,5. Gioca con personalità, ma spesso è ingarbugliato dalle maglie avversarie; riesce quasi sempre a cavarsela, ma non permette alla squadra di rifiatare.
  • BENNACER 5,5. Lotta su ogni pallone, riuscendo spesso a vincere duelli sulla carta improbi. Con la sua fisicità, però, fatica molto contro avversari molto strutturati. Si veda l’occasione, suo malgrado, del gol del Porto.
  • SAELEMAEKERS 5,5. Galoppa sulla fascia e, dal suo piede, nasce il cross per la girata di testa di Giroud. Ci mette anima e cuore, come sempre, ma in Champions non bastano. E nella ripresa scompare.
  • KRUNIC 5. Dovrebbe agire alla “Brahim Diaz” e accendere la lampadina. Si perde tra le maglie dei giocatori del Porto e non lo si vede mai, se non nel perdere palloni.
  • LEAO 6,5. Inizia subito bene, con tanta fantasia e strappi che mettono in difficoltà Joao Mario. Il più intraprendente del Milan, dimostra di essere in un ottimo momento di forma. Ma da soli, si sa, si può fare ben poco.
  • GIROUD 6. Ha sulla testa una palla d’oro in avvio, ma sbaglia clamorosamente. Ci prova poi con una girata poderosa, ma non supera Costa. E in Champions di occasioni non ne hai molte., bisogna sfruttare assolutamente quelle che ti arrivano.
  • Kalulu 5. Pronti via e si perde Joao Mario nell’occasione del cross dal quale nasce il gol di Diaz.
  • Ibrahimovic 5,5. Non entra bene in gara; un tiro alle stelle e qualche intuizione, ma nulla più.
  • Romagnoli 6. Entra bene nel match, fare peggio di Tomori era oggettivamente difficile.
  • Bakayoko SV. Venti minuti per timbrare il cartellino e tornare a disposizione di Pioli.
  • Maldini SV. Gioca troppo poco per poter incidere in modo netto sull’andamento della partita.
  • All. PIOLI 5. Il suo Milan resiste ad un primo tempo forsennato da parte del Porto. Troppo poco, per poter primeggiare anche in Europa serve molto di più.
  • Voto squadra 5.
Le pagelle di Porto-Milan, Olivier Giroud

Voto e pagelle dell’arbitro tedesco Brych

ARBITRO: Brych (Germania) 5. Pronti via e ammonisce subito Oliveira per un netto sgambetto su Saelemaekers. Giusti anche i gialli a Tomori, Giroud e Uribe. Ha un metodo tutto suo, più inglese che tedesco, con decisioni discutibili. Come quella di non sanzionare la spallata di Tameni su Bennacer, dalla quale nasce il gol di Diaz per il Porto.

I voti del Porto

I voti del Porto: PORTO (4-4-2): D.Costa 6; Joao Mario 6,5, Mbemba 6, Pepe 6,5, Wendell 6 (46′ Zaidu 6,5); Otavio 6 (90′ Grujic SV), Uribe 5,5, S.Oliveira 6 (67′ Vitinha 6), Diaz 6,5; Taremi 7 (84′ Martinez SV), Evanilson 5,5 (67′ Corona 6). A disp.: Marchesin, Marcano, Cardoso, Bruno Costa, F.Conceicao, Fabio Vieira, Pepè. Allenatore: S.Conceicao 7. 

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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