Durante la sessione di allenamento di lunedì il Legnano Baseball ha avuto l'onore di ospitare Alex Bassani, rinomato lanciatore della Fortitudo Bologna e della Nazionale italiana. Questo evento speciale ha visto la partecipazione entusiasta dei giovani talenti dell'Under-18 e dei giocatori della prima squadra, che hanno potuto osservare da vicino le tecniche e le strategie di allenamento di un atleta di alto livello. Alex Bassani ha condiviso la sua esperienza e la sua conoscenza del gioco, offrendo preziosi consigli e dimostrazioni pratiche. Gli atleti hanno avuto così l'opportunità unica di imparare direttamente da uno dei migliori giocatori italiani in attività, ispirandosi alla sua dedizione e alla sua professionalità. Durante la sua visita, Alex ha anche risposto ad alcune domande in un'ntervista esclusiva, fornendo spunti interessanti sul suo percorso e sulla sua carriera.

Come ti prepari mentalmente e fisicamente per una partita importante?

"Non ho mai fatto molta distinzione sulle partite importanti o meno, ho una mia routine di palestra, allenamento e tipo di allenamento settimanale in modo da arrivare pronto al weekend per cercare di fare il meglio che mi è possibile".

Quali consigli daresti ai giovani lanciatori che aspirano a giocare ad alti livelli?

"Sicuramente la prima cosa è di avere costanza, tutto l'anno, sempre, passare più tempo possibile in campo, chiaramente non solo a lanciare ma il fatto di passare tanto tempo in campo ti dà sempre modo di scoprire cosa sai fare, sperimentare e crea gruppo tra i ragazzi".

Puoi descrivere una tua giornata tipica di allenamento?

"In genere i lanciatori iniziano una mezz'ora prima degli altri in modo poi da essere a disposizione della squadra per eventuali allenamenti di difesa o anche solo per aiutare in generale e poi stare sul campo assieme agli altri a recuperare le palle durante BP. Solitamente, dopo esserci scaldati, si tira tra di noi, si fa il lavoro adeguato al giorno poi sprint o allunghi".

Quali sono le qualità che un buon lanciatore deve avere, secondo te?

"Credo che la qualità più importante in questo sport, non solo nel lancio, sia la voglia di imparare ed ascoltare tutti e provare tutto. Sicuramente ci sarà sempre qualcosa che si adatta al proprio fisico e meccanica".

Come gestisci la pressione durante i momenti critici di una partita?

"Onestamente è una domanda a cui non ho mai saputo rispondere, spesso mi dà modo di restare più concentrato ma non saprei onestamente dire se o cosa cambio".

Chi è stato il tuo modello di riferimento o il tuo mentore nel mondo del baseball?

"Io ho avuto la fortuna di nascerci in mezzo, mio padre è uno dei fondatori della società di Imola quindi sono cresciuto in campo. Ci sono stati tanti ottimi allenatori, a partire da Francesco Lamanuzzi che mi ha cresciuto forse negli anni più importanti (12-16) dandomi delle ottime basi, in gran parte poi completate da Luis Hernandez a Godo che mi ha insegnato tanto sulla mentalità del lanciatore. Con Fabio Betto negli ultimi anni abbiamo fatto qualche modifica e perfezionamento che sono cosa fondamentale in uno sport in continua evoluzione".

Qual è il tuo obiettivo principale per il futuro della tua carriera?

"Attualmente è un periodo in cui il futuro è totalmente incerto quindi non saprei assolutamente cosa aspettarmi".

Puoi condividere con noi qualche aneddoto o esperienza interessante dalla tua carriera internazionale?

"Aneddoti ce ne sarebbero mille come nessuno… Però vedere il baseball al di fuori di quello a cui si è abituati insegna sempre tanto. Il baseball è uno sport ma ci sono mille modi per giocarlo e c'è sempre qualcosa di diverso o nuovo da imparare da chiunque".