Trofeo Bonfiglio, edizione numero 62 a Basavareddy e Naef

Nishesh Basavareddy dagli Stati Uniti e Celine Naef dalla Svizzera sono i nuovi campioni del Trofeo Bonfiglio. L'edizione numero 62 dell'evento del Tc Milano Alberto Bonacossa, considerato il quinto Slam del circuito Under 18, ha visto il pubblico delle grandi occasioni sul Centrale per ammirare il trionfo - piuttosto a sorpresa - di due ragazzi di talento e di buone prospettive. Ma soprattutto capaci di esprimere un grande entusiasmo e un sorriso contagioso, che ha conquistato tanti appassionati milanesi durante la settimana.

Trofeo Bonfiglio, maschile

Nella finale maschile (durata 2 ore e 26 minuti), Basavareddy non partiva con i favori del pronostico contro il paraguaiano Daniel Vallejo (numero 1 del torneo e 2 al mondo), ma è stato il più veloce a entrare in partita mentre il suo avversario faticava a carburare. Vinto facilmente il primo set, l'americano (19 Itf) ha subito il ritorno del rivale, ma nel terzo è stato il più attento e ha preso l'iniziativa mettendo spesso alle corde il favorito. “Senza dubbio - ha detto Basavareddy - questa è la più importante vittoria della mia carriera. Qui a Milano c'è stata una bellissima atmosfera, tanta gente sulle tribune, un clima fantastico che ha reso tutto ancora più entusiasmante. Giorno dopo giorno sono andato in crescendo e credo di aver giocato il mio miglior tennis proprio nelle fasi finali”. L'americano di origini indiane (i genitori sono emigrati da Hyderabad, nel sud dell'India) gioca con gli occhiali da vista per via della miopia e ha ormai recuperato dopo aver subito ben tre operazioni al ginocchio destro. “Oggi però sto bene e mi sento in forma, così cerco di imitare Novak Djokovic che è il mio giocatore preferito”.

Femminile

Tra le ragazze, la svizzera Celine Naef ha messo in campo tutta la pazienza e l'intelligenza di cui dispone, per avere la meglio su un'avversaria difficile come la coetanea americana Liv Hovde. Dopo essere scattata meglio dai blocchi, la 16enne elvetica si è fatta rimontare e ha perso al tie-break il primo set. Così, quando la statunitense è volata avanti di un break nel secondo, sembrava ormai che il Trofeo Bonfiglio dovesse prendere la strada degli States anche nel tabellone femminile, come è accaduto parecchie volte di recente (quattro volte dal 2009 a oggi). Invece Celine è riuscita a far valere il suo tennis, non esplosivo come quello della rivale, ma certamente più adatto alla terra. Ha spostato meglio l'avversaria, che ha cominciato a sbagliare di più, lasciando game dopo game l'iniziativa alla numero 7 del seeding. Vinto il secondo parziale per 6-4, la Naef è andata sotto per 2-0 anche a inizio del terzo, ma ha infilato un parziale di sei game a uno per andare a conquistare il trofeo più prestigioso della sua giovanissima carriera, dopo due ore e due minuti di gioco. “Sono molto felice - ha detto la svizzera - perché ho vinto un match davvero difficile. Adesso sono tanto stanca e durante la partita mi sono anche arrabbiata con me stessa per alcuni errori che non dovevo fare, ma ho cercato di lottare su ogni punto e alla fine sono stata premiata. A Milano sono con un tecnico della Federazione svizzera (Michael Lammer, ex davisman e 150 Atp, ndr), ma il mio pensiero e il mio grazie va anche a mia madre Sandra che mi allena. Il mio modello? Martina Hingis, mi sono allenata con lei qualche volta e si è sempre dimostrata molto disponibile nei miei confronti. Per me è una vera ispirazione”. La Coppa delle Nazioni è andata agli Stati Uniti, Paese che in questa edizione del Trofeo Bonfiglio ha dimostrato di essere in crescita, tanto a livello maschile quanto tra le ragazze.